POESIA, SEGNI, CARATTERI MOBILI

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Si è tenuta lo scorso 19 dicembre la prima lezione del laboratorio di strada del prof. Lanfranco Quadrio sul rapporto tra poesia, segno grafico e stampa. Prendendo spunto da S’i’ fosse foco, arderei l’mondo di Cecco Angiolieri, gli studenti hanno composto alcune poesie sul fuoco. La prossima volta, mercoledì 9 gennaio, i loro versi verranno associati ad una forma grafica di loro invenzione. La forma poetica e il segno, infine, si incontreranno in un piccolo libro cucito a mano e stampato con caratteri mobili. Grazie a Loredana D’Ippolito per le fotografie.

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IL NOSTRO LOGO

 

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Oggi prende forma, grazie ad Anna Maria Amorello, il logo dei Classici in strada.

Il reticolo delle strade è tratto dalle trame di una foglia, mentre i colori sono quelli variopinti della città. I contorni sono imperfetti e irregolari come lo sono le vie dove scorre la vita e le foglie che si somigliano, ma non corrispondono l’una all’altra.

A LEZIONE DAL CICLOPE

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“Chi è straniero in questo gruppo?” Inizia così, con una domanda, la lezione di strada di Isabella Tondo sul ciclope Polifemo e con una domanda si conclude: “siamo sicuri che i greci non apparissero come stranieri (e anche un po’ strani) a Polifemo, proprio come lui lo era per Ulisse e i suoi compagni?” In effetti non ne siamo sicuri. Ci tocca provare diverse  scene dell’Odissea per vedere meglio il volto dello straniero, ma anche così non basta. Alla fine i bambini costruiscono insieme a Maria Laura Pitingaro una maschera del ciclope e provano a vedere il mondo con un occhio solo.  A mercoledì 19 dicembre  con il laboratorio Parole, segni e caratteri mobili di Lanfranco Quadrio!

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PALLA OVALE

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Flavia Spinella e Francesco Immesi oggi pomeriggio hanno portato la palla al campetto di San Benedetto il Moro. La palla non è tonda, ma ovale. E non serve per giocare a calcio, ma a rugby.  Il campo, invece, lo mette Ballarò e pure molti  dei ragazzi che si fermano, guardano, si uniscono al gioco per conquistare la palla ovale. Le mete sono a colori e Flavia dà le regole: si corre, si passa, si “abbraccia” l’avversario per fermarlo e….si parte. All’inizio si gioca in una porzione del campetto, ma pian piano il gioco coinvolge tutti e la corsa diventa a tutto campo, fino a sera. Fino a quando la candelina della torta di compleanno di una bambina non si accende per ricordarci che è festa ed anche un po’ tardi… Chi ha vinto?  Bisognerebbe chiederlo a San Benedetto il Moro: forse lui, mentre tutti correvano, si inseguivano, lottavano e ridevano ha segnato i punti, o forse no.

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SECONDA LEZIONE POPOLARE: L’ODISSEA DELLA MIA VITA

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Oggi il maestro popolare Castrenze Chimento ci ha raccontato la storia della sua durissima infanzia,  di come ha cercato di imparare a scrivere da adulto, della conquista della scrittura per dare voce alla sua storia. Quella storia, grazie all’aiuto di Patrizia del Centro S. Saverio, e di un’incrollabile forza morale, è diventata un libro (Lasciato nudo e crudo, Terre di mezzo 2012) apprezzato e premiato, ma è soprattutto diventata l’occasione per incontrare  altre persone e in primo luogo i giovani. Una sofferta storia personale per intessere altre storie, per spingere le altre generazioni a credere che si possono cambiare le cose e che ciascuno può scrivere la propria vita.

E se ci si vergogna? Se non ci si vuole esporre? Se non si trova la forza e la voglia di raccontare? Allora si può parlare della propria vergogna, si può dare la propria emozione come si dà un dono o come si dà un bacio. E difatti Castrenze ci ha valuto dare quel dono e salutare uno ad uno con un bacio.

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Ci vediamo mercoledì prossimo a piazzetta Mediterraneo con i bambini e i ragazzi per una partita di football americano: venite in tuta e pronti a correre.

PRIMA LEZIONE DELLA SCUOLA E DELL’UNIVERSITA’ POPOLARI

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Mercoledì 14 novembre a Piazzetta Mediterraneo, Emilio Ajovalasit e Preziosa Salatino hanno offerto a passanti e studenti la prima lezione di scuola popolare sulla narrazione a teatro.

Abbiamo fatto dei piccoli esperimenti, ascoltato brani di narrazioni teatrali accompagnati dalla fisarmonica o soltanto dai gesti del corpo. Abbiamo visto il teatro prendere forma e abbiamo capito che non c’è teatro senza incontro umano.

Abbiamo anche fatto delle sculture con i nostri corpi… pericolanti, ma interessanti. Ecco alcuni momenti della lezione e a mercoledì prossimo  con Castrenze Chimento a Piazza Colajanni alle 15.30.

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